L'attività di produzione vini della famiglia Visconti inizia verso la fine del '900 in un seminterrato nel centro di Desenzano del Garda. Luigi Visconti fu il fondatore. Alcuni anni dopo, poco distante ma sempre in quello che diventerà poi il centro storico di Desenzano, iniziarono i lavori per la costruzione di uno stabile a più piani adibito a Cantina e abitazione.
I contenitori per il trasporto del vino erano botti da 7 hl che poi divennero damigiane da 54 litri ed infine bottiglie. Passarono gli anni e dopo qualche decennio il felice evolversi degli eventi cominciò a rendere gli spazi sempre più stretti.
Dapprima si presero in affitto altri locali adibendoli alla pigiatura ma a partire dagli anni cinquanta si maturò l'idea di realizzare un nuovo stabile più decentrato e con spazi più adeguati.
Eravamo nel 1960 quando vennero inaugurate le nuove Cantine. Ancora oggi sono la sede ed è proprio qui dove viene eseguita sia la vinificazione che lo stoccaggio e l'imbottigliamento. Una struttura fronte lago che occupa una superficie di circa 10.000 mq e che è situata all'inizio di Desenzano provenendo da Salò.
La capacità dei vasi vinari delle Cantine Visconti supera i 20 mila ettolitri e buona parte di questi, tutti termocondizionati, vengono utilizzati per la produzione e l’affinamento del Lugana. Tecnica e storia si fondono armonicamente garantendo eccellenza ed efficienza.
Alcune fasi della lavorazione dall’uva al vino
Un giusto equilibrio di tradizione e moderna tecnologia costituiscono gli ingredienti della “ricetta Lugana Visconti”, in cui la semplicità e la naturalezza non sono che il risultato di una grande maestria affinatasi negli anni.
Tecnicamente parlando possiamo dire che il ciclo ha inizio con la manuale raccolta delle uve seguita dalla pigiatura a rulli
(macchina che rompe delicatamente gli acini), sgrondatura pneumatica a bassa pressione
(macchina che spreme dolcemente l’uva) con protezione antiossidante al fine di preservare gli aromi naturali. Si procede, quindi, alla pulizia statica del mosto
travaso della parte limpida dopo una naturale decantazione che ha anche lo scopo di allontanare gran parte della flora indigena
(per facilitare il processo fermentativo da noi voluto). Subito dopo viene avviata la fermentazione alcolica con lieviti selezionati, previa opportuna acclimatazione
(graduale inserimento dei lieviti nel mosto). Durante tutta questa fase, essendo la fermentazione un processo esotermico
(aumento della temperatura che potrebbe alterare la qualità del prodotto), ogni serbatoio
(ontenitori in cemento vetrificato o acciaio) è condizionato singolarmente, cosicché la temperatura è mantenuta al grado desiderato durante tutto il ciclo produttivo.
Seguono, quindi, due o tre travasi a distanza di 20/30 giorni l’uno dall’altro per separare la biomassa
(parte fecciosa solida) che si è venuta a depositare sul fondo dei serbatoi. Così facendo la conservazione prosegue sul lievito fine in sospensione ottenendo un buon affinamento dovuto alla cessione-scambio da parte dei lieviti che conferiscono al Lugana finezza, complessità nel profumo e pienezza nel sapore. Il ciclo produttivo si conclude con l’imbottigliamento, operazione cui viene prestata molta cura poiché da essa dipende il mantenimento della qualità acquisita.